Roma, 9 ott. (askanews) – “Il prossimo round di negoziati sarà molto complicato”, ha ammesso una fonte vicina ai negoziatori palestinesi dopo l’intesa raggiunta sulla prima fase del piano di pace del presidente americano Donald Trump, che prevede un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e lo scambio di prigionieri tra Israele e Hamas. Gli altri punti del piano comprendono il disarmo di Hamas e degli altri gruppi armati palestinesi e la completa smilitarizzazione della Striscia di Gaza, da affidare in via temporanea a un comitato tecnico palestinese, monitorato da un “Consiglio di pace” internazionale, in attesa che subentri l’Autorità nazionale palestinese (AnP) una volta che avrà completato il processo di riforme richiesto dalla comunità internazionale.
Nella risposta inviata la scorsa settimana al piano di Trump, Hamas ha affermato di avere il mandato solo per stipulare un accordo su questioni direttamente legate alla guerra a Gaza, sottolineando che le altre questioni richiederanno il coinvolgimento di tutte le fazioni palestinesi. Parlando al sito americano Drop Site, una figura di spicco di Hamas, Mousa Abu Marzouk, e altre fonti che hanno preferito l’anonimato hanno ammesso di aver accettato perché “non c’è nessun altro accordo” possibile per mettere fine al conflitto a Gaza e che il gruppo ha deciso di correre il rischio che Israele torni a violare il cessate il fuoco “fidandosi del presidente Trump come garante degli impegni presi”.










