«Ma sì, è tempo di dirlo. A quel ragazzo, soprattutto a lui, è dovuto il successo della Franciacorta. Ci buttò dentro la rabbiosa volontà del meglio, dell’esasperata selezione, del qualitativo estremo». Luigi Veronelli, il giornalista enogastronomico che dagli anni Settanta tenne a battesimo il Rinascimento del vino italiano, scrisse queste parole il 12 marzo 2000 sul Corriere della Sera. «Quel ragazzo» era Maurizio Zanella, classe 1956, fondatore di Ca’ del Bosco, tra le prime cantine della Franciacorta a produrre spumanti metodo classico di qualità. Oggi le sue bottiglie superano quota due milioni e il marchio è tra i più blasonati d’Italia, ma nel 1978, quando uscirono le prime bollicine, Zanella era «il milanese a cui non dare credito».
Maurizio Zanella, fondatore di Ca' del Bosco: «Che errore aver inventato la parola bollicine. L’obiettivo? Diventare un bravo padre»
Classe 1956, da «il milanese a cui non dare credito», che costruì la sua cantina ancora minorenne, alle bottiglie che superano quota due milioni






