Il traguardo dei 100 anni rappresenta un crocevia storico per Valdo: un ritorno alle origini della famiglia Bolla, che attraverso l’acquisizione del 100% dell’azienda friulana I Magredi tornerà a produrre vini fermi; e uno slancio nel futuro del consumo con Purø, spumante no alcol presentata poche settimane fa e realizzata con un blend di uve Glera, Chardonnay e Traminer. A fare da pivot, il Prosecco che copre una superficie vitata di 150 ettari (metà di proprietà e metà in affitto). La nuova strategia dell’azienda, nata nel 1926 a Valdobbiadene come Savis (Società anonima vini superiori) e acquisita nel 1938 da Sergio Bolla, che diede seguito all’attività del capostipite Albano, proprietario di una locanda a Soave dove nel 1882 decide di produrre vino per i propri ospiti e di portarlo nei migliori locali di Venezia e Milano, è stata presentata al Teatro Gerolamo di Milano.
Il presidente Pierluigi Bolla
Un palco dal quale l’attuale presidente Pierluigi Bolla, classe 1951, stesso anno in cui l’azienda prende il nome attuale, a tutti gli effetti una contrazione del nome Valdobbiadene, ha condiviso insieme alla chef Chiara Pavan e al giornalista e wine expert Giulio Somma, già direttore del Corriere vinicolo ricordi e nuove prospettive di sviluppo. «Se dovessi racchiudere in una definizione la storia di Valdo direi: “Una vita vivace”. Frase che rappresenta anche il claim di una campagna pubblicitaria degli anni ’90 in cui si sintetizza la nostra filosofia dinamica, curiosa e sempre protesa verso l’innovazione, la qualità e lo sviluppo della tradizione nel rispetto della nostra terra».






