Il suo cognome è scritto da quasi due secoli su milioni di etichette in giro per il mondo. Ma il conte Niccolò Branca, prima di entrare in azienda, il pianeta lo ha girato praticando discesa fluviale in gommone (a remi) alla scoperta di luoghi e popoli remoti e poi affrontando le rapide interiori alla ricerca di sé stesso.
Niccolò Branca: «Il mio maestro? Un lama tibetano. D’Annunzio ringraziò nonno Dino. Da Amici miei ad Angelina Jolie, tutti hanno bevuto il nostro Fernet»
L’imprenditore, presidente esecutivo delle Distillerie che compiono 180 anni: «Un modello etico è possibile, il profitto deve essere generativo. Pratico la meditazione e la via della consapevolezza da trent’anni. Il titolo nobiliare? Sono conte e cerco di meritarmelo ogni giorno»







