«Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa», dice una citazione dell’economista e scrittore statunitense Peter Ferdinand Drucker. Quella di Bruno Lunelli fu di «strapagare» l’azienda di Giulio Ferrari, nel 1952: una produzione di 8.000 bottiglie, un prezzo di vendita dell’attività di 30 milioni di lire. Per renderci conto della cifra, a quei tempi una Fiat 1400 costava circa 1 milione e 275 mila lire, una somma che rappresentava tre mensilità di un direttore di banca o quattro anni di lavoro per un operaio. Ma Bruno Lunelli ebbe il coraggio di crederci, contro tutto e tutti. «Prima di fare i compiti, ogni giorno io e i miei fratelli andavamo in cantina a etichettare, a lavare bottiglie e ad aiutare cantiniere ed enologo. Non c’erano i soldi per avere altri lavoranti». A raccontarlo è Franco Lunelli, classe 1935, il più grande dei fratelli che hanno fatto la storia di Ferrari Trento e il primo a entrare in azienda, di cui è stato a lungo presidente.
I 90 anni di Franco Lunelli: «Da piccolo lavavo bottiglie di vino e viaggiavo con pochi soldi: in Islanda il mio letto era il tetto di una Panda. Ora le bollicine Ferrari si bevono in 70 Paesi»
Il papà dell'impero Ferrari Trento: «Nella mia vita ho fatto ogni sport e mangiato di tutto, anche formiche e cavallette»







