Apri il libro di Leonardo Fioravanti (Giorgio Nada Editore, 68 euro, 255 pagine), papà delle Ferrari più belle, è come prima foto invece di una Rossa ti ritrovi davanti un piatto d’argento, con un bob a quattro in rilievo sul bordo (lo vedete nella foto qui sopra). Era il piatto che Fioravanti, da bambino, ammirava a casa dei nonni e che fece scattare in lui la scintilla dell’amore per le auto, per la loro dinamica, la loro forma. Da questo dettaglio del libro si capiscono tante cose, a partire dalla passione che Fioravanti ha profuso per realizzare il suo libro.
Il racconto di una vita
Un libro in cui Leonardo Fioravanti racconta la sua vita, un memoir che è un affresco di passioni, intuizioni e curve – quelle delle carrozzerie, certo, ma anche quelle di un destino. È come se ogni pagina fosse un bozzetto, tracciato con la stessa cura con cui il giovane Fioravanti, di nascosto dai genitori, disegnava i suoi primi schizzi, sognando forme che avrebbero fatto palpitare il mondo.
Un lungo viaggio
Il libro, edito con eleganza e ricco di immagini d’epoca e disegni inediti, è un viaggio che parte dalla penombra di una stanza milanese, dove un ragazzo armato di matita immagina vetture, e arriva alle linee immortali di Ferrari come la Daytona o la Testarossa, icone che ancora oggi fanno voltare le teste e accelerare i battiti. Fioravanti non si limita a raccontare il “come” di queste creazioni, ma il “perché”: l’ossessione per l’equilibrio, la ricerca di un’armonia che non è mai solo estetica, ma quasi filosofica. Le sue parole, sobrie ma vibranti, sembrano riflettere la sua mano: precisa, eppure capace di slanci poetici.







