Avolte succede. Succede che un’automobile, oggetto di ferro e gomma, può trasformarsi in un sogno, in un’idea che sfreccia oltre il tempo. Marcello Gandini, scomparso un anno fa, era il poeta di questa metamorfosi. Le sue vetture – Lamborghini Miura, Lancia Stratos, Alfa Romeo Montreal, solo per citarne alcune – erano sculture in movimento, visioni che hanno dato forma al desiderio di un’epoca e continuano a ispirare il futuro. Il Mauto di Torino, con la mostra “ULTRALEGGERA” e una Summer School dedicata, celebra questo genio.

La 3½ HP ritrovata da un torinese a Detroit: il viaggio epico dell’auto che fondò l’impero Fiat

LEONARDO DI PACO STEFANO PARACCHI

L’evento

Entrare nella Project Room del museo, dal 19 giugno al 31 agosto 2025, sarà come sfogliare il quaderno di un visionario. Disegni, bozzetti, modellini originali di Gandini dialogheranno con i lavori degli studenti della Virginia Commonwealth School of the Arts in Qatar, che hanno tratto ispirazione dal suo approccio sempre contemporaneo. È un confronto che non sa di nostalgia, ma di vitalità: i giovani creativi, guidati dalla curatela di Marzia Gandini e Simone Carena, esplorano il tema del movimento – non solo quello fisico delle ruote sull’asfalto, ma quello culturale, creativo, che spinge l’umanità a immaginare oltre i limiti. La mostra, già ospitata dal Qatar Auto Museum, si fa itinerante, come le idee di Gandini, che non si sono mai fermate a un confine.