Va a un piccolo borgo come Neive, incastonato tra le colline langarole, il compito di trasformare un anniversario – il 120° dalla nascita del geniale progettista Dante Giacosa, il 70° dalla presentazione della Fiat 600 – in un atto d’amore collettivo verso un’epoca, un’idea, un modo di fare le cose. E, attenzione, qui la nostalgia non c’entra, anche se il ronzio dei motori delle Fiat 500 d’epoca, che il 14 e 15 giugno sfileranno per le stradine di Neive Borgonuovo, ha il sapore di un’Italia in bianco e nero, quella del boom economico, delle valigie di cartone e dei sogni a quattro ruote.
È piuttosto un omaggio a un uomo, Giacosa, che con la matita e il rigore di un umanista prestato alla meccanica ha disegnato non solo automobili, ma un pezzo di storia nostra. A partire dall’indimenticata e indimenticabile Fiat 500 “Topolino” che nacque tra i due conflitti mondiali per regalare (si fa per dire) agli italiano una vettura economica capace di avviare la motorizzazione del Paese. Il giovane Giacosa, nel 1936 riuscì nel miracolo: realizzare una vettura compatta, economica e innovativa, destinata a diventare un’icona nazionale.
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Una sfilata unica di 500






