In un suo scritto l’ingegner Dante Giacosa così accenna alla sua professione: «Nella lunga carriera di progettista ho dedicato tutta la mia attività al presente e al futuro, ed ho rivolto indietro solo rare e brevi occhiate tanto per rendermi conto di qualche perché», dichiarazione illuminante sulla sua visione. Nasce a Roma nel 1905 da famiglia cuneese: dopo gli studi classici utili al senso di misura ed equilibrio che lo accompagneranno per tutta la vita, si laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino nel 1927. L’anno successivo è assunto alla Fiat come disegnatore progettista, per essere promosso nel ’46 direttore degli uffici tecnici autoveicoli, da dove guida ideazione e sviluppo dei principali modelli dal dopoguerra. Ricorrenza, il 120° dalla nascita, che Heritage Hub di Stellantis celebra con una mostra dedicata.
Dante Giacosa vive una carriera straordinaria nell’ambito della storia dell’automobile italiana. La sua prima creatura è Fiat 500 del 1936 (universalmente detta “Topolino” ma mai denominata così ufficialmente, alla quale seguono nel dopoguerra la prestigiosa berlina 1400, quindi la 1900 e la fuoristrada Campagnola, militare e civile. Salto epocale con 600 che oggi compie 70 anni e nel 1955 introduce il motore posteriore e avvia la motorizzazione di massa in Italia, con la derivazione Multipla che è una pietra miliare di innovazione e semplicità. Nel 1957 con la Nuova 500, Giacosa passa alla storia per il progetto ingegnoso e funzionale, ancorché iconico: premiato nel ’59 con il Compasso d’Oro.







