Vabbè, dici Ferrari e già ti immagini il rombo, il rosso che squarcia l’asfalto, l’idea stessa di un’auto che un sogno a quattro ruote, un pezzo di Italia che corre e fa girare la testa. A Maranello, si sa, i premi sono un’abitudine, come il caffè la mattina o il sole che sorge. Eppure, stavolta, c’è da stappare una bottiglia di quelle buone, perché la Ferrari ha fatto tripletta al Red Dot Award, il Nobel del design industriale, mica bruscolini. Tre vetture – la F80, la 12Cilindri e la 12Cilindri Spider – hanno portato a casa il “Best of the Best”, il massimo riconoscimento nella categoria Product Design. Roba da far tremare i polsi, anche a chi è abituato a vincere.
Premiato il Centro Stile
Il punto è che queste Ferrari, appena nate, sono già premiate. Neonate e già incoronate, come se il Centro Stile di Flavio Manzoni avesse partorito non delle macchine, ma delle muse. La F80, con quel suo profilo da astronave che sembra pronta a decollare verso un futuro che solo a Maranello sanno immaginare. E la 12Cilindri e la sua sorella Spider, piene di citazioni alla Daytona e di tratti di rottura, come quello strano tetto bicolore.
Palmares da record
Il Red Dot, che da settant’anni celebra chi sa innovare senza tradire la bellezza, non è un premio qualunque. È un sigillo, una consacrazione. E la Ferrari, in questo, è una habitué che non si scompone: 31 riconoscimenti negli ultimi undici anni, dodici “Best of the Best” dal 2015 a oggi. Numeri che fanno quasi paura, perché raccontano di una supremazia che non ha eguali. Nessun altro costruttore, dal 1955 a oggi, può vantare un palmarès del genere. È come se Maranello avesse trovato la formula magica per fondere estetica e funzionalità, storia e futuro, in un’unica, irresistibile sinfonia di stile.






