«Facevo le pulizie di casa, andavo a fare la spesa, andavo a comprargli birre e bottiglie di alcol e quando tornavo e avevo finito tutti i lavori che mi aveva “comandato”, mi chiudeva a chiave in bagno. Anche per tutto il giorno». Questo è il racconto di un bambino, riportato da un quotidiano locale online, al tribunale di Asti sulle presunte violenze del padre. La storia Il giornale raccoglie le dichiarazioni del minorenne: «Mio padre beveva spesso e quando era ubriaco si arrabbiava per niente. Quando succedeva, mi picchiava, dandomi dei pugni in testa anche se non avevo fatto niente di male. Una volta mi ha dato i pugni stringendo un caricabatteria, ricordo ancora ora il dolore provato». «Mio padre beveva spesso e quando era ubriaco si arrabbiava per niente. Quando succedeva, mi picchiava, dandomi dei pugni in testa anche se non avevo fatto niente di male. Una volta mi ha dato i pugni stringendo un caricabatteria, ricordo ancora ora il dolore provato». Un racconto di violenze, che sarebbero sfociati: anche in divieti assurdi: «Non mi era permesso avere e usare il telefono cellulare. Quando ero a casa da scuola mi “comandava” continuamente – continua – Dovevo chiedere il suo permesso per andarmi a prendere un bicchiere d’acqua in cucina e poi mi richiudeva in bagno». E un giorno va a scuola con un evidente livido in volto e la maestra chiede di parlare con il padre: «Dal giorno dopo non mi ha più lasciato andare, non ho finito le medie».