di
Dafne Roat
La Cassazione conferma la condanna: la donna andrà in carcere. Il padre, ex poliziotto, aveva patteggiato. I piccoli rimasti senza mamma da piccoli: tra le vessazioni, restare chiusi 24 ore al buio e al freddo
Vessazioni, soprusi, punizioni fisiche per educare «i mostri», come li definiva lei. «Una persistente azione vessatoria idonea a ledere la personalità delle persone offese», sintetizza il sostituto procuratore generale della Sezione sesta penale della Corte di Cassazione, Antonio Balsamo. Un passaggio saliente della requisitoria, che avvalora le conclusioni della Corte d’appello di Trento, condivise dai giudici supremi, i quali hanno confermato la condanna della trentenne trentina, giovane compagna del papà di due bambini, vittime di atteggiamenti «crudeli e disumani», come aveva specificato la Procura di Trento. La giovane dovrà scontare 6 anni e 8 mesi per maltrattamenti e ora per lei, a sua volta madre di un bambino piccolo, si apriranno le porte del carcere. Dovrà anche pagare 200mila euro di risarcimento del danno ai due figli del compagno, che in questi anni difficili e di grande sofferenza sono stati seguiti dall’avvocata Chiara Pontalti, tutrice dei due minori. In aula sono stati rappresentati dall’avvocato di parte civile Alessandro Meregalli.






