Haider Ackermann è seduto sul divano al centro del salone affacciato sui giardini del Palais Royal, a Parigi, a pochi metri dalla residenza di Jean Cocteau. La stanza è inondata dal sole, sugli stand sono esposti i capi della collezione invernale di Tom Ford, la prima creata da lui in qualità di direttore creativo del brand. Lo show lo scorso marzo ha segnato il suo ritorno a pieno ritmo nella moda dopo che, nel 2020, ha dovuto stoppare il marchio che porta il suo nome e che lo ha reso famoso. All’epoca il cordoglio del popolo della moda era stato unanime, tanto quanto l’entusiasmo con cui ora viene salutato il suo ritorno. Ackermann, 54 anni, sorride rilassato, mentre beve i suoi caffé. È guardingo, anche se cerca di nasconderlo. Di certo, non appare insicuro. "Eppure è così. Sono molto insicuro".
E di cosa? Non sa di essere bravo?
"No. Se lo sapessi, smetterei di lavorare. Ogni giorno è una lotta per arrivare al livello d’eccellenza che mi sono prefissato: quando Jean Paul Gaultier mi ha offerto di disegnare una collezione di haute couture nel 2023, ero divorato dall’ansia. Una notte ho chiamato mia sorella minore, spiegandole di non essere all’altezza del compito. La risposta: “Smettila, sai che non è vero”. Mi sono calmato".









