TORINO. Ricostruire, insieme. Dopo le proteste dei manifestanti, che nella serata di ieri hanno fatto irruzione alle Ogr danneggiando parte degli arredi e degli allestimenti dell’Italian Tech Week, è stata la stessa comunità dell’evento a intervenire per rimettere tutto in ordine. Appena i manifestanti si sono allontanati, è partito un passaparola rapido nelle chat tra organizzatori, founder, staff e volontari: «Andiamo a sistemare le Ogr». E così, nel giro di mezz’ora, gli spazi delle Officine si sono nuovamente popolati, questa volta non per un panel o una keynote, ma per rimettere mano agli ambienti colpiti dall’irruzione.

I manifestanti Pro Pal entrano alle Ogr di Torino, devastati gli arredi

Tra i primi ad arrivare molti founder sostenuti da Vento, il venture accelerator promosso da Exor, che insieme ad altri partecipanti hanno lavorato fino a tarda notte. L’obiettivo era chiaro: fare in modo che l’ultima giornata della rassegna potesse svolgersi regolarmente. A raccontare l’impegno corale è Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, uno dei partner storici delle Ogr: «È stato un gesto concreto, silenzioso, ma significativo. Nessuna retorica: solo persone che hanno deciso di rimboccarsi le maniche per difendere il senso di uno spazio aperto al confronto e all’innovazione. Questo dice molto sul tipo di comunità che ruota attorno all’Italian Tech Week e alle Ogr», I danni sono stati contenuti, ma la reazione è stata immediata. Non un gesto simbolico, ma un’azione pratica. In silenzio e senza clamore, la comunità si è mossa per far ripartire le cose, evitando che la tensione della sera precedente compromettesse la giornata finale della manifestazione.