Un monitor di 80 pollici fatto cadere e andato in frantumi. Tavoli e sedie rovesciati. Due o tre fari a batteria danneggiati. Alcune scritte con lo spray sui muri. Un video wall danneggiato, riparabile. Questo il bilancio dei danni provocati dalla irruzione di un gruppo di manifestanti nelle OGR (ex officine grandi riparazioni) luogo di eventi main stream a Torino, la sera prima della convention che ospita Bezos e Von der Leyen. La stima attendibile l’ho raccolta intervistando un dipendente di una ditta che gestisce l’allestimento dell’evento. A suo parere potrebbe trattarsi di un danno attorno ai 7 mila euro su un valore totale di probabilmente 50 volte superiore. Comprensibilmente vuol restare anonimo, non sia mai che si creino problemi con l’assicurazione. È

Comincio da questo punto le mie riflessioni fatte oggi durante la manifestazione davvero molto grande di Torino, analoga più o meno a quella delle altre grandi città. Com’era prevedibile, anzi scontato, le testate cittadine hanno dato un rilievo spropositato alla gravità o importanza (a seconda dei punti di vista) della irruzione e delle sue conseguenze. Vetrine rotte che hanno più spazio che i massacri. Questo tipo di…. non le chiamerei forse neanche violenze ma danneggiamenti e vandalismi hanno dimensioni concretamente molto relative e leggere se paragonate a quanto accade normalmente nelle piazze francesi in occasione di qualunque protesta (non parlo neanche degli anni 70 perché non c’è paragone possibile.)