TORINO. Europa, Europa e ancora Europa. L’onda dell’Italian Tech Week, che ha chiuso i battenti ieri con numeri da record, ha portato con sé la voglia di riscossa del Vecchio Continente, ben deciso a riprendere in mano il proprio destino anche sul versante tecnologico.

L’etichetta di primazia normativa in questo settore non gli basta più. Tutti i partecipanti dell’edizione di quest’anno hanno sottolineato con forza questo concetto. A partire da Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea: «Voglio un’Europa alla vostra altezza. Credo che il mio lavoro sia quello di creare le condizioni migliori per permettervi di prosperare qui, nel nostro continente – ha detto a investitori e startupper che gremivano la platea delle Ogr di Torino –. Questa è la mia missione di ogni giorno. Voglio che l’Europa migliore scelga l’Europa. E voglio che il futuro dell’IA sia scritto qui».

Intelligenza artificiale, appunto. L’altro grande tema che ha dominato i tre giorni della più grande tech conference italiana, organizzata da Vento ed Exor Ventures, con la collaborazione del Gruppo Editoriale Gedi. E non poteva essere diversamente, visto l’hype che dura dal lancio di ChatGPT, ormai quasi tre anni fa. Lo ha spiegato bene il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, nella sua conversazione con John Elkann, presidente di Stellantis e Amministratore delegato di Exor. «L’IA è reale e cambierà ogni settore: è una sorta di bolla industriale, diversa da quelle finanziarie. Le bolle industriali non sono affatto così dannose: possono perfino rivelarsi positive, perché quando la polvere si posa e si vede chi sono i vincitori, la società beneficia di quelle invenzioni», ha detto Bezos. Se Elkann ha ripreso il messaggio della Presidente della Commissione Europea, sottolineando che “c’è un enorme ottimismo” nella scena imprenditoriale europea, Bezos ha rincarato la dose, dicendo che «non c’è mai stato un momento migliore per essere entusiasti del futuro».