Il bunet è uno dei grandi classici della tradizione dolciaria piemontese, un budino dall’animo antico, a base di uova, latte, cacao e amaretti. Deve probabilmente il suo nome al fatto che una volta veniva preparato in uno stampo a forma di cappello rovesciato, che in dialetto piemontese si pronuncia bonèt. La chef Valentina Chiaramonte, del ristorante Consorzio di Torino, ci racconta la sua versione, fedele alle radici ma con qualche tocco personale per renderla ancora più golosa. “Non essendo piemontese – confida la chef siciliana – sono partita dalla ricetta tradizionale ma poi l’ho cambiata leggermente aggiungendo due o tre ingredienti che lo rendono più cremoso e goloso, mantenendolo comunque semplicissimo da realizzare anche a casa”.
Ingredienti freschi
La cosa importante, spiega la chef, è scegliere ingredienti freschi e di grande qualità: amaretti (“Noi usiamo quelli morbidi di Mombaruzzo”), zucchero, latte intero, cioccolato fondente, cacao amaro naturale, un cucchiaio di liquore Persico se piace, un paio di cucchiai di rum, uova, e infine zucchero e acqua per il caramello.
Amaretti sbriciolati a mano
Si comincia proprio dal caramello: lo zucchero con un po’ d’acqua va lasciato sciogliere in padella senza mescolare, fino a ottenere un colore ambrato che va versato subito sul fondo dello stampo da plumcake. Intanto si scalda il latte a ottanta gradi e in una ciotola si sbriciolano con le mani gli amaretti, è importante che siano sbriciolati grossolanamente in modo che si sentano in bocca e formino una texture grumosa. A parte si mescolano le uova con il cacao, lo zucchero, il cioccolato fondente fuso e un pizzico di sale, quindi si unisce il tutto agli amaretti e al latte caldo, completando con i liquori. Questo composto si versa nello stampo e si cuoce a bagnomaria in forno a centosettanta gradi, con la ventola al minimo, per circa trenta minuti.






