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Va bene il pathos, tanto pathos. Ma quando si esagera tutto diventa un po’ ridicolo e, quindi, definitivamente irrilevante. È il caso dell’onorevole Benedetta Scuderi, che ci sta raccontando l’avventura (si fa per dire) della Flotilla con accenti da romanzo epico, come se stesse vivendo una missione destinata a cambiare il corso della storia. In barca, si sa, il sole picchia forte. Forse proprio per quello Scuderi dice cose scollegate dalla realtà, figlie di un’esaltazione giovanilistica che diventa subito happening. Prendiamo il piano annunciato da Donald Trump alla presenza di Benjamin Netanyahu. Per Scuderi sarebbe «un patto coloniale, scritto da due maschi bianchi». A parte il ridicolo dell’affermazione, quei «due maschi bianchi» sono il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro di Israele. Non esattamente due comparse, direi. E, soprattutto, Scuderi finge di non sapere che una dichiarazione congiunta (senza precedenti) dei principali ministri degli Esteri dei Paesi islamici sostiene quel piano. Restiamo al summit alla Casa Bianca. Secondo Scuderi «è stato un incontro sbilanciato, la nostra situazione non mi pare sia stata affrontata». Qui siamo oltre la barriera del suono. Davvero la Flotilla dovrebbe essere al centro dei pensieri dei Capi di Stato che cercano di disinnescare una crisi mondiale? Esprimersi così significa aver coltivato un’idea di sé talmente sproporzionata da smarrire ogni senso della realtà.














