Dev’essere una sorta di viaggio della sopravvivenza quello della Global Sumud Flotilla. Una gara a eliminazione in mezzo al mare. Uno Squid Game in salsa palestinese. Non sappiamo se ne rimarrà solo uno ma i racconti dei primi giorni tra le onde verso Gaza fotografano una realtà da combattimento. Ci sarà pure lo spirito umanitario ad animare gli equipaggi ma nei fatti questa ha tutto il sentore di essere una missione di guerra. Del resto, aggirare un blocco navale (imposto da un Paese sovrano, Israele, nei giorni immediatamente successivi al celebre e terribile attacco terroristico del 7 ottobre 2023) cos’altro potrebbe essere se non una sfida dal sapore militare?
A leggere i diari di bordo dalla Flotilla, vergati da una corrispondente della Stampa, c’è da mettersi le mani nei capelli. Detto che un team legale internazionale monitora costantemente la rotta per documentare «eventuali violazioni del diritto marittimo» e che durante il corso di preparazione alla crociera era severamente vietato fare foto o video per evitare che potessero «diffondersi informazioni sensibili», le ultime raccontano di provetti marinai pieni di lividi.
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