La missione della Global Sumud Flotilla prosegue e le imbarcazioni veleggiano verso acque internazionali, avvicinandosi pericolosamente alle coste israelo-palestinesi. Israele non sta a guardare ed è pronta a rispondere. Magari con droni subacquei in grado di fermare, senza affondare, le barche in arrivo. Spiega un veterano dei corpi speciali interpellato dal Giornale: “Conoscendo gli israeliani, potrebbero inventarsi un colpo a sorpresa utilizzando dei mini droni subacquei con una limitata carica esplosiva in grado di mettere fuori uso il timone, la deriva o l’elica delle barche della Flotilla diretta a Gaza”.
L’ultima volta che Israele è intervenuto, a giugno, lo ha fatto a 100 miglia dalla costa, circa 185 chilometri. Un punto che la Flotilla dovrebbe raggiungere entro oggi o al massimo domani, sempre restando in acque internazionali. Il governo di Netanyahu ha dato mandato di chiudere questa vicenda prima della ricorrenza dello Yom Kippur, prevista tra mercoledì e giovedì: “Verrà sicuramente impiegata Shayetet 13, l’unità degli incursori di Marina, con tante barche piccole non ci si cala dagli elicotteri. Lo spazio sulla tolda è ristretto e gli alberi delle vele intralciano. L’effetto sorpresa sarebbe il lancio di mini droni sotto la superficie con 40 grammi di esplosivo, come una normale bomba a mano Srcm, che renderebbero ingovernabile la barca colpendo timone, deriva o elica senza farla affondare”.














