Niente Gaza per la Global Sumud Flotilla, giunta dopo settimane di navigazione tutt'altro che tranquilla nella zona a rischio.
Ad un centinaio di miglia dalle coste della Striscia, la Marina israeliana si prepara nella notte a prendere il controllo delle 45 imbarcazioni umanitarie che ospitano circa 500 attivisti (una cinquantina gli italiani).
Fonti militari di Tel Aviv temono scontri e un possibile incidente durante l'operazione che non si annuncia semplice visto il grande numero di barche coinvolte.
Tutto come previsto, dunque. Israele aveva promesso che avrebbe fatto rispettare il blocco navale che ha imposto sulle acque di Gaza. Ed ha approntato un massiccio dispositivo per fermare la Gsf, mentre naviga in acque internazionali.
All'azione partecipano anche gli incursori dell'unità speciale Shayetet 13, per la presa delle navi. Gli specialisti hanno istruzioni a non usare la 'forza letale', ma in una situazione così complicata le incognite sono tante. La Marina prevede di trasferire gli attivisti su una grande nave militare e di rimorchiare le imbarcazioni verso il porto di Ashdod, con la possibilità che alcune vengano affondate in mare.













