Da una parte le preoccupazioni del governo italiano, dall'altra la volontà degli attivisti di proseguire. Le ore più critiche per le oltre 40 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, in rotta verso Gaza, si avvicinano man mano che le barche accorciano la loro distanza con la cosiddetta zona di intercettazione, dove c'è il blocco navale di Israele. Quando si troveranno tra le cento e le centoventi miglia nautiche di distanza dalle coste della Striscia di Gaza le imbarcazioni della Flotilla verranno avvertite da un alert della nave della Marina militare italiana che negli ultimi giorni le sta seguendo a distanza. La fregata Alpino non supererà, infatti, quel limite e da quel momento in poi la flotta della missione sarà senza protezione.
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«Do per scontato che se non succede nulla di più vengano arrestati, questo mi sembra il minimo: metterei la firma perché succedesse solo questo senza nessun altro tipo di conseguenza», ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto che ieri ha incontrato alcuni rappresentanti del Global movement to Gaza, dopo il quale ha ribadito: «Siamo preoccupati, visto anche l'incidente avvenuto anni fa in quella zona, in cui sono morti dieci turchi. Ho sempre auspicato che non ci fossero conseguenze letali». La cosa che preoccupa di più il ministro è «che le imbarcazioni saranno intercettate e il grande numero di navi porta anche il rischio di incidenti».













