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30 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:01

Come milioni di italiani, seguo con grande emozione la vicenda di Global Sumud Flotilla; in navigazione nelle acque mediterranee, rese pericolose dall’azione di scherani intenzionati a impedire che giunga a buon fine una missione d’alto valore umanitario e – insieme – di chiara valenza simbolica: la testimonianza dei cinquecento naviganti provenienti da 44 Paesi, salpati da Barcellona e Genova, che portando derrate alimentari e medicinali al popolo palestinese condannato al genocidio per fame e ammazzamenti vari dallo Stato d’Israele, suona a contestazione radicale per miserabilità dell’intero ceto politico imbullonato nei Palazzi dell’Occidente.

Lo fa ricordando che l’impegno pubblico non è necessariamente il vischioso tran-tran con cui anime bige annichiliscono la pubblica opinione, ma può ancora essere passione, testimonianza, mobilitazione. Squillo di battaglia contro l’infamia. E facendolo, riporta alla memoria episodi gloriosi del nostro passato, nell’entusiasmante evocazione da brividi in cui rifulgeva un’abnegazione esemplare. Tanto da farci ricordare un’altra flottiglia di 850 imbarcazioni – dai pescherecci alle barche da diporto – che attraversò la Manica battuta dall’aviazione tedesca, per portare in salvo i soldati alleati stretti nella morsa delle unità corazzate hitleriane a Dunkerque. Tra il 27 maggio e il 4 giugno del 1940.