di
Elena Meli
Per ogni chilo perso colesterolo e trigliceridi scendono in maniera significativa: le campagne dei cardiologi per imparare a conoscere una delle principali cause di infarti e ictus
Il colesterolo Ldl «cattivo» alto fa ancora tante, troppe vittime perché molti, tuttora, non hanno capito davvero quanto sia pericoloso. Si può fare molto per ridurre il colesterolo e con lui il rischio di infarti e ictus, a partire dal ritrovare e mantenere il peso forma; serve però maggiore consapevolezza e per questo la Società Italiana di Cardiologia (Sic) in occasione della Giornata Mondiale del Cuore del 29 settembre, ha annunciato la campagna di informazione «E tu, hai a cuore il tuo cuore?», mentre la Fondazione Italiana Per il Cuore prosegue la campagna «Per un cuore sano… tu cosa fai?», che ha portato in tutta Italia screening gratuiti e iniziative educative.
Scarsa consapevolezzaLa mobilitazione massiccia è giustificata dai numeri: il colesterolo alto riguarda oltre un italiano su quattro ed è stato «promosso» da fattore di rischio a causa diretta di infarti e ictus. Eppure, come spiega Francesco Barillà presidente della Fondazione Cuore e Circolazione "Il cuore siamo noi" della Sic, «secondo i dati dell’Osservatorio Passi dell’Istituto Superiore di Sanità, solo il 18% delle persone sa di avere il colesterolo alto. Quasi uno su due non ritiene il colesterolo Ldl dannoso per la salute e uno su tre è convinto che il rischio di mortalità legato all’ipercolesterolemia debba preoccupare solo chi ha già avuto problemi cardiaci». Invece, come specifica il presidente Sic Pasquale Perrone Filardi, «il colesterolo alto va considerato il fattore principale alla base delle malattie cardiovascolari».








