HomeMedicinaColesterolo ‘cattivo’, non basta ridurlo: “Le fluttuazioni aumentano del 26% il rischio di morte”Uno studio pubblicato sull’European Heart Journal dimostra l’importanza di stabilizzare nel tempo i livelli di LDL-C per proteggersi anche da infarto e ictusdi PATRIZIA TOSSI21 maggio 2026Non basta ridurre i livelli di colesterolo ‘cattivo’, per ridurre il rischio cardiovascolare è importante stabilizzare i livelli di LDL-C nel tempo. Le persone con maggiori fluttuazioni dei livelli di colesterolo presentano un aumento del 26% del rischio di mortalità totale, dell'8% del rischio di infarto miocardico e dell'11% del rischio di ictus, rispetto a chi mantiene livelli più stabili nel tempo, a parità di valori medi di colesterolo.
A dimostrarlo è uno studio pubblicato sull'European Heart Journal, le cui evidenze indicano che la variabilità nel tempo dei livelli di colesterolo rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare diretto e indipendente.
L’impatto delle fluttuazioni lipidiche
“Le fluttuazioni lipidiche hanno un impatto diretto e indipendente sulla progressione del processo aterosclerotico, poiché sono correlate a fenomeni come l'aumento dell'ossidazione lipidica all'interno delle placche, l'incremento del loro volume e l'attivazione di meccanismi infiammatori”, spiega Stefano Carugo, direttore della Cardiologia del Policlinico di Milano e Presidente della FinSIC (Fondazione della Società Italiana di Cardiologia)









