di
Giusi Fasano
Il piano approvato da Trump e Netanyahu prevede il coinvolgimento dell'ex premier britannico. Aiuti gestiti dalle Nazioni Unite
DALLA NOSTRA INVIATAGERUSALEMME - Il «Consiglio per la pace», gli ostaggi liberi entro 72 ore, Hamas completamente fuori gioco, l’Autorità palestinese osservata speciale finché non completerà il suo «programma di riforme». E poi il dialogo interreligioso, la Forza di stabilizzazione internazionale, osservatori indipendenti per la smilitarizzazione della Striscia...
Il punto scomparsoEccolo, il «Piano globale per porre fine al conflitto di Gaza». Venti punti invece dei 21 citati nella bozza diffusa giorni scorsi (dopo la chiamata di Netanyahu al primo ministro qatarino è scomparso il punto in cui si diceva che Israele non attaccherà più il Qatar). Con più di una modifica sostanziale e con Hamas che si ritrova davanti al fatto compiuto: o accettare (Trump dice: «Ho sentito che intende farlo») o, per dirla con lo stesso presidente Usa, «se diranno di no Bibi avrà tutto il mio appoggio per fare quel che deve».











