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Rilascio immediato di tutti e 48 gli ostaggi, ritiro dell'Idf, una governance transitoria senza Hamas, con l'apertura alla creazione di uno Stato palestinese. Sono alcuni dei capisaldi del piano in 21 punti per porre fine alla guerra a Gaza condiviso dall'amministrazione Trump con paesi arabi e musulmani a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, diffusi da media arabi e israeliani. Il presidente Usa si è mostrato ottimista, ha parlato di "più buona volontà ed entusiasmo per il raggiungimento di un accordo, dopo così tanti decenni, di quanto abbia mai visto prima", e di intensi negoziati che continueranno "finché sarà necessario per raggiungere un accordo concluso con successo". Tutti i paesi della regione sono coinvolti, rimarca Trump, "Hamas è consapevole di queste discussioni e Israele è stato informato a tutti i livelli, incluso Netanyahu".
Il premier israeliano è atteso lunedì alla Casa Bianca, mentre Hamas, secondo fonti di Haaretz, avrebbe accettato in linea di principio il piano, anche se una fonte del movimento ha negato alla Tv Al-Arabiya di aver ricevuto un nuova offerta per cessate il fuoco. Il piano di Trump prevede che Gaza sarà "una zona deradicalizzata e libera dal terrorismo che non rappresenterà una minaccia per i suoi vicini", sarà riqualificata "a beneficio della sua popolazione", e se entrambe le parti accetteranno la proposta la guerra terminerà immediatamente. Entro 48 ore dell'accordo tutti gli ostaggi, vivi e morti, saranno restituiti. Una volta avvenuto ciò, Israele libererà centinaia di prigionieri palestinesi che scontano l'ergastolo e oltre mille abitanti di Gaza arrestati dall'inizio della guerra, nonchè restituirà centinaia di corpi. Gli aiuti arriveranno nella Striscia a ritmi non inferiori a 600 camion al giorno, distribuiti dall'Onu e dalla Mezzaluna rossa, insieme ad altre organizzazioni internazionali.












