All’interno della State Dining Room della Casa Bianca per ore i giornalisti presenti si sono chiesti cosa sarebbe successo nel corso della conferenza stampa tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente americano Donald Trump. Si sono diffuse voci di «sensibili modifiche» al piano di pace in modo da renderlo «più realistico» per Israele, che da tempo ripete di volere la liberazione degli ostaggi per poter garantire un cessate il fuoco, non fidandosi di Hamas. Poi Trump e Netanyahu sono entrati nella stanza: «Si tratta di un grande giorno, forse il più grande giorno per la nostra civiltà. Ringrazio Bibi per questo. Siamo più che vicini alla pace, una pace eterna per il Medio Oriente, non solo per Gaza», ha detto Trump ringraziando anche i Paesi arabi che hanno lavorato in questi mesi ai negoziati.

«Se questa proposta sarà accettata da Hamas il piano chiede di rilasciare gli ostaggi in 72 ore dalla firma», ha detto Trump, sottolineando uno dei passaggi principali della proposta in 20 punti che era stata diffusa poco prima. Nei primi due si legge che la Striscia «sarà una zona deradicalizzata e libera dal terrorismo che non rappresenterà una minaccia per i suoi vicini» e che «sarà riqualificata a beneficio della popolazione di Gaza, che ha sofferto più che abbastanza». E, in serata, è arrivata la soddisfazione del governo italiano: «La proposta di Trump - si legge in una nota di Palazzo Chigi - può rappresentare una svolta in questo processo, permettendo di giungere ad una cessazione permanente delle ostilità, al rilascio immediato di tutti gli ostaggi e ad un accesso umanitario pieno e sicuro per la popolazione civile. L'Italia è pronta a fare la sua parte».