Non è bastato unire le forze di una coalizione che non si era mai presentata così unita. Così come non è bastato fare leva sulle mobilitazioni per Gaza - che hanno visto una partecipazione inedita nelle Marche - né battere sulle critiche alla gestione della sanità della giunta Acquaroli. L'eurodeputato del Pd e candidato del centrosinistra alla presidenza delle Marche, Matteo Ricci, incassa la sua prima sconfitta elettorale.

Una sconfitta che, per l'ex sindaco di Pesaro, arriva dopo mesi di campagna elettorale senza sosta. L'inizio su una bici elettrica, la decisione di usare una barca mangia rifiuti per "stare dove sta la gente d'estate" - come ribadisce più volte - e fare campagna elettorale in spiaggia. In mezzo, l'annuncio di aver ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Pesaro che lo accusa di corruzione nell'ambito di un'inchiesta sugli affidamenti del Comune di Pesaro quando era sindaco. Inchiesta dalla quale si è sempre definito estraneo. Durante i confronti pubblici con il suo avversario politico cerca di andare all'attacco, lo accusa di non aver fatto abbastanza su infrastrutture, sanità e turismo. Sui social si inventa il format sulle differenze dialettali tra le varie città della Regione, facendo parlare i suoi sostenitori e giocando sul campanilismo del territorio, con l'obiettivo "di unire le pluralità". Poi sceglie i "comizi d'amore", un omaggio a Pasolini che ha l'obiettivo di "cantare" il sentimento verso i paesi, le città e i paesaggi marchigiani. Infine, il tentativo di fare leva sulla questione palestinese: la partecipazione al presidio indetto dalla Cgil al porto di Ancona, l'annuncio di riconoscere lo Stato palestinese al primo Consiglio regionale, la chiusura del comizio finale sulle note di Poetica di Cesare Cremonini, sventolando la bandiera palestinese, e il "treno per Gaza" nell'ultimo giorno di campagna elettorale, percorrendo le Marche da sud a nord.