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Nell’ultimo post pubblicato ieri sui social Matteo Ricci è stato più sobrio: «Andiamo a votare per il futuro delle Marche». Venerdì, durante la chiusura della campagna elettorale, era stato molto più esplicito: «Si vota per le Marche e per la Palestina». Il candidato del campo largo si è inventato anche il «treno per Gaza», in pratica l’ultimo argomento per rientrare in partita. D’altra parte le previsioni per l’eurodeputato sono in salita, «tentar non nuoce».
Gli ultimi sondaggi pubblici (per legge si possono diffondere fino a due settimane prima del voto) danno il suo sfidante di centro destra favorito, con un vantaggio che varia a seconda degli istituti ma che in media sta fra i 3 e i 4 punti. Una previsione che ha inferto un colpo quasi mortale alla «narrazione» del Nazareno: «Ci aspetta un testa a testa». E Francesco Acquaroli, il Governatore in carica candidato dal centrodestra, ha scelto un confronto elettorale ancorato al programma della Regione. Con qualche stoccata partita negli ultimi giorni: «Non hanno mai parlato dei temi veri. La sinistra promette certi modelli ma mi chiedo dove pensano di trovare i soldi: aumentano le tasse?».
Il risultato dei seggi (che chiuderanno alle 15) è atteso con ansia al Nazareno, le Marche sono la prima Regione ad andare alle urne, naturale che il suo responso possa fare tendenza anche nei successivi test (la Calabria la prossima settimana, poi la Toscana ed infine Veneto, Campania, Puglia). Sotto la lente di ingrandimento i rapporti interni al campo largo, in modo particolare il contributo incassato dal M5S alla volata finale dell’ex sindaco di Pesaro.













