Uno in treno, sventolando le bandiere della Palestina e attraversando da sud a nord tutta la Regione. L'altro in piazza, tra ospitate di ministri e comizio tradizionale nella sua città. Lo sfidante Matteo Ricci, e quello che il dem chiama con poca scaramanzia "il governatore quasi uscito", Francesco Acquaroli, chiudono una campagna elettorale osservata speciale da Roma. Non solo perché le Marche sono le prime di una tornata che coinvolgerà sette Regioni, ma anche perché si tratta di un primo, cruciale, test nazionale. Se l'europarlamentare dem dovesse ribaltare i pronostici e avere la meglio sul meloniano doc, sarebbe "una bella botta", ammettono nelle file del centrodestra dove tutti scommettono, però, in una vittoria. Magari di misura, ma vittoria.

La battaglia si è giocata, piazza dopo piazza, sulla sanità e sulle infrastrutture, e non sono mancate schermaglie sulla sicurezza così come, da ultimo, sui sondaggi che non si possono citare, né tantomeno pubblicare, a ridosso del voto. Ne circola uno, che dà i due contendenti praticamente alla pari e viene smentito come fake da chi lo avrebbe dovuto eseguire, ma tanto basta a Fdi per presentare un esposto ad Agcom e procura di Ancona. "Sono in preda al panico" i commenti social del partito di Giorgia Meloni rivolti all'avversario. A essere "spaventati di brutto" saranno loro, la replica che arriva dall'altra parte.