La differente impostazione della campagna elettorale ha poi giocato un ruolo piuttosto importante per quello che sarebbe stato poi il risultato finale: gli elettori marchigiani con ogni evidenza non si sono sentiti coinvolti dai temi "internazionali", con l’appoggio alla Palestina in testa, sui quali Ricci ha impostato la sua campagna. Premiando invece il centrodestra, che ha parlato di questioni per così dire assai più politiche, dunque pragmatiche, che hanno riguardato da vicino territorio e cittadini. Andando nel dettaglio dei risultati, ciò che emerge dai numeri è che i benefici in termine di voti attesi dal campo largo attraverso l’unione di Pd e M5S semplicemente non si sono verificati: l’unione dei due partiti, infatti, non ha spostato in modo significativo le preferenze degli elettori, come nel centrosinistra si aspettavano. Il dividendo per il partito di Meloni, invece, c’è stato eccome - frutto anche dell’impegno che la Premier ha profuso per questa tornata - ed è evidente confrontando i risultati di ieri con quelli del 2020: nelle Marche FdI è passato dal 18% della scorsa elezione al 28% di ieri, Forza Italia dal 5,8% all’8,4% e la Lega dal 22% a poco più del 7%.