«I sondaggi che abbiamo noi ci danno avanti» dice il candidato del campo largo nelle Marche, Matteo Ricci. Una dichiarazione che solitamente precede una cocente sconfitta nelle urne, specie quando non è sostenuta da nessun numero pubblicato dalle principali agenzie di sondaggi nell’ultimo mese prima delle elezioni. Doveva essere la grande cavalcata dell’ex sindaco di Pesaro verso la conquista della sua regione; invece, questa campagna elettorale ha assunto sempre più i tratti di una lenta agonia.

Da un lato ci ha pensato la magistratura a compromettere quella che sembrava una candidatura competitiva. Il caso “Affidopoli”, con cui la procura ha sollevato dubbi sulle modalità di affidamento di alcune opere negli anni in cui Ricci era primo cittadino a Pesaro, ha incrinato i rapporti con i cinquestelle locali e gettato ombre sull’operato di Ricci. Alle vicissitudini giudiziarie si sono affiancati i dubbi su un programma scarno di idee e una campagna incentrata sul dibattito nazionale più che sulle reali necessità delle Marche.

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