La sua è una funzione fondamentale: perché umidifica, riscalda e purifica l’aria che dal naso arriva ai polmoni. Soprattutto, agisce come barriera – non solo fisica ma anche immunologica – verso l’ambiente esterno, che reagisce all’ingresso di virus e batteri, inquinanti e allergeni mettendo in allerta il sistema di difesa dell’organismo. E’ l’epitelio respiratorio, quel tessuto che riveste le cavità nasali e i seni paranasali arrivando fino ai bronchi, costituito da diversi tipi di cellule tra cui quelle caliciformi, che producono il muco. Uno scudo in prima linea, dunque, che però in seguito a una disregolazione può provocare l’insorgenza di malattie infiammatorie croniche, come l’asma grave e la rinosinusite cronica con poliposi nasale, due patologie che spesso viaggiano insieme se è vero che circa 4 pazienti su 10 affetti dalla prima presentano anche la seconda.

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28 Luglio 2025

Il ruolo chiave dell’epitelio respiratorio

Per questo negli ultimi anni la ricerca si sta concentrando sul ruolo chiave di questo tessuto nella patogenesi di queste due condizioni. E dal Congresso della Società Respiratoria Europea, ad Amsterdam in questi giorni, arrivano novità proprio in questo senso: nel controllo dei processi infiammatori guidati dall’epitelio ha dimostrato grande efficacia tezepelumab, un anticorpo monoclonale già approvato e rimborsato in Italia per il trattamento dell’asma grave, e che ha appena ricevuto da parte del Comitato Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) la raccomandazione per l’approvazione nell’Unione europea per il trattamento dei pazienti adulti con rinosinusite cronica con poliposi nasale.