La bronco?pneumopatia cronica ostruttiva è una malattia respiratoria caratterizzata da ostruzione irreversibile delle vie aeree, con sintomi quali dispnea, tosse e produzione eccessiva di muco. Viene spesso etichettata come ‘la malattia dei fumatori’. E in effetti, l’80% dei casi è legato al fumo, anche passivo. È una malattia sociale, che colpisce soprattutto nei contesti fragili: nei Paesi a basso e medio reddito, una casa con scarsa ventilazione può essere tanto pericolosa quanto un pacchetto di sigarette.

Di questa malattia, che già per il nome che porta è difficile da comunicare, si parlerà nel Talk “Broncopatia ostruttiva: tornare a respirare” che si svolgerà alle 16.20 del 9 ottobre nell’ambito del Festival di Salute a Padova. A dialogare saranno: Claudio Micheletto, presidente dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (Aipo), Fabiano Di Marco, presidente della Società Italiana di Pneumologia (Sip), e Salvatore D’Antonio, presidente dell’Associazione di pazienti con Bpco.

La malattia dei fumatori

Quando si parla di BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), il primo pensiero corre subito al fumo di sigaretta. Ed è giusto, perché il tabacco pesa per circa l’80% dei casi. “È lì che bisogna intervenire con politiche serie di riduzione del consumo”, spiega Di Marco. “Non parliamo solo di sigarette tradizionali, ma anche di sigarette elettroniche e soprattutto di tabacco riscaldato, che oggi sta dilagando. Si tratta di un prodotto costruito attorno a una lama che scalda il tabacco: è una strategia commerciale molto aggressiva, con dispositivi belli e distribuiti in punti strategici delle città. Ma alla fine crea il problema dei fumatori duali, cioè persone che usano sia la sigaretta normale che quella riscaldata, con un impatto negativo sulla salute e un rischio maggiore di sviluppare nel tempo patologie respiratorie”.