La stagione dei funghi è appena iniziata, ma in Toscana si registrano già numerosi casi di intossicazione. Colpa di un insidioso sosia del galletto, altamente tossico. Con l’arrivo dell’autunno, nei boschi toscani si moltiplicano i cercatori di funghi. Ma accanto al fascino di questa tradizione si nasconde anche un pericolo crescente: l’Omphalotus olearius, conosciuto anche come "fungo dell’ulivo", è uno dei principali responsabili delle intossicazioni registrate in queste prime settimane di raccolta.
Omphalotus olearius: il sosia velenoso del galletto
Il problema nasce dalla somiglianza tra l’Omphalotus olearius e il Cantharellus cibarius, il noto “galletto”, apprezzato in cucina e perfettamente commestibile. I due funghi condividono colori simili – giallo-arancio intenso – e spesso crescono in ambienti simili, vicino a ceppi o radici di alberi. Tuttavia, la somiglianza è solo apparente. Come spiega il micologo Andrea Pompili, esistono differenze ben precise: «Le lamelle dell’Omphalotus olearius corrono lungo tutto il gambo, mentre nel Cantharellus cibarius si notano delle pieghe. Inoltre, quando cucinato, l’Omphalotus cambia colore e diventa molto scuro, a differenza del galletto».







