Giù-le-mani-da-quel-porcino-l’ho-visto-prima-io. Amanti dei chiodini, dei prataioli, degli champignon (dei finferli sì, ma quelli ci sono già da qualche settimana): è arrivata la vostra (nostra) stagione. Scarponcini, cestino in vimini (per far cadere le spore, sacchetto di plastica vade retro), occhio al sentiero, dalle quote più basse su su fin quasi in quota, cioè alle malghe sopra i 2.000, questo è l’agosto dei funghi. Grazie clima ballerino del 2025: caldo soffocante, pioggia abbondante, di nuovo caldo. Di meglio non si poteva sperare.
Non che sia sempre una passeggiata, la vita delfungiatt. All’Aprica, in Valtellina, c’è addirittura chi, per un porcino conteso, s’è buscato prima una testata e poi una bastonata e infine è andato in ospedale, ricoverato, in codice giallo, con la roncola per la pulizia ancora in una mano e nell’altra la penna per firmare la denuncia ai carabinieri. Un po’ far west montano (con lo scopo della polenta rinforzata dai gallinacci al sugo) un po’ corsa all’oro perché sul serio, davvero, si scherza no, quest’anno la raccolta è da record. Bimbi contenti (ché come ti giri, alle volte non serve nemmeno avventurarsi nei boschi, li vedi a bordo strada, fai il pienone), veterani su di penna (quella del cappello rigorosamente alpino: svegli all’alba, pila e zainetto, di prima mattina, tra l’altro, c’è il vantaggio che ci sono in giro solo i più motivati, la “razzia” è pressoché assicurata).









