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Ultimo aggiornamento: 10:43 del 24 Settembre
Impennata di casi di intossicazioni da funghi in Toscana. Come riporta il Corriere Fiorentino, il responsabile del 30% della quindicina di casi che già si è verificata a pochi giorni dall’inizio della stagione di raccolta è l’Omphalotus olearius, comunemente chiamato fungo dell’ulivo. Il motivo? I cercatori sono talvolta tratti in inganno dalla grande somiglianza tra questa tipologia di fungo e il Cantharellus cibarius, noto come “galletto”, che risulta essere commestibile a differenza dell’altro.
Forti disturbi intestinali e vomito sono tra i principali sintomi dopo aver ingerito il fungo tossico, spiegano gli esperti. Che raccomandano di non affidarsi alle app online per avere riscontri sulla velenosità o meno dei funghi raccolti. L’invito è di rivolgersi agli sportelli gratuiti dell’Usl Toscana per avere informazioni precise e attendibili.
L’aumento del numero di intossicati delle ultime settimane sta preoccupando gli esperti perché il fungo dell’ulivo ha sempre causato numerose intossicazioni ogni anno, ma in questo periodo la sua presenza è aumentata, facendo crescere il rischio di confondere i cercatori meno esperti.






