La differenza fra le imprese e le scuse. La corsa di Baku ha delineato un confine netto. Verstappen, secondo trionfo di fila, 67° in carriera, ottenuto alla maniera di quello di Monza. Pole, partenza sprint, 51 giri in testa. Un leader totale attorno al quale sta rinascendo la Red Bull diretta dall’ex ferrarista Laurent Mekies.

Su un’altra pista di velocità ed efficienza aerodinamica, Max è stato inavvicinabile. Non è un caso: aggiornamenti tecnici nella zona del fondo, un ambiente coeso e sereno (si è messo a filare anche Tsunoda), accendono un finale di stagione che avrebbe dovuto essere animato dalla Ferrari. Se non altro per un moto d’orgoglio. Macché, sul Caspio hanno reagito tutti quelli che dovevano dimostrare qualcosa: Russell, capitano influenzato della Mercedes; Sainz sul podio con la Williams, la scuderia inglese non centrava una top 3 dal 2021; Antonelli, quarto: un punto di ripartenza dopo tanti guai, una prova di maturità.