Disastro Ferrari a Baku. Le peggiori qualifiche dell’anno sono una delusione clamorosa, sia perché si arrivava da un ottimo venerdì – miglior tempo di Lewis Hamilton davanti a Charles Leclerc – sia perché la Rossa si presentava in Azerbaigian sulla scia delle ultime quattro pole consecutive. Tutte firmate da Leclerc, tradito però all’inizio del Q3 da qualche goccia di pioggia caduta in riva al Mar Caspio: il monegasco ha perso il controllo della sua SF-25 in frenata, schiantandosi all’esterno di curva 15. Partirà decimo.

Torna alla memoria l’errore del 2019, allora alla strettoia nella zona del castello, l’ultima volta in cui la Ferrari non aveva conquistato la prima posizione al via di questo Gp. Eloquente lo sguardo incredulo del team principal, Frederic Vasseur, attonito davanti ai monitor. Ancor peggio, almeno come fila in griglia di partenza (sesta contro quinta), è andata a Hamilton, eliminato nel Q2 e di nuovo fuori dalla top 10 come era accaduto prima della sosta di agosto sia a Spa sia a Budapest, dove si era sfogato consigliando alla Ferrari di «sostituire il pilota, visto che l’altra macchina è in pole». Questa volta, purtroppo per il Cavallino, non è così, ma non può certo essere una consolazione.