A Monza non puoi tagliare le ali alle astronavi se in squadra non hai un tipo come Max Verstappen. Charles ha fatto veramente una gara gagliarda, arrivando in scia alle McLaren, quarto. Pure Lewis, su un tracciato in cui ha scritto pagine gloriose, ha lottato come un leoncino risalendo, dalla decima posizione, al sesto posto finale, non distante dal rampante e più giovane compagno. Nonostante l’impegno dei piloti a gettare il cuore oltre l’ostacolo, l’idea Ferrari di ribaltare la situazione presentandosi nel Parco con un assetto molto scarico non ha funzionato. È vero, il Tempio della Velocità, con la sua particolare configurazione di rettilinei lunghissimi, offre questa possibilità, ma è sempre un “piano B”, niente affatto una garanzia.

Così le papaya sono rimaste entrambe davanti ai Cavallini, facendo vedere di essere capaci anche di superare nonostante la minor velocità di punta. La particolarissima strategia, invece, ha fatto centro nella squadra orfana di Newey e Horner che ancora può vantare nel suo pacchetto di mischia sulla presenza del super fenomeno. L’olandese, dopo aver fatto le sue verifiche in prova, ha impartito ordini per la qualifiche: «Limate tutto quello che si può delle ali, andiamo all’attacco completamente scarichi. Non vi preoccupate, a guidare ci penso io...». Virare last minute nella direzione di Maranello, poteva sembrare un azzardo, invece il campionissimo sapeva quello che diceva.