MONZA - Da solo, senza aiutini, lanciato verso l’iperspazio. Verstappen, che non dà peso alle statistiche e ai sentimenti («In Ferrari ci andrei solo per vincere non per passione» ha detto appena arrivato qui), stavolta se la ride. Ha spento i proclami rossi e le teorie sul gioco di squadra — alla fine Leclerc si è dovuto accontentare della seconda fila, Hamilton non gli ha dato la scia — con un giro capolavoro entrato nella storia della F1 e destinato a restarci, visto che le prossime monoposto 2026 saranno più lente delle attuali (questo dicono le previsioni). Un minuto, 18 secondi e 792 millesimi di arte, controllo totale con ali sottilissime montate per ridurre la resistenza all’aria, cosa che limita al minimo l’aderenza in curva. Solo lui poteva riuscire a fare la pole con la velocità media più alta di sempre (264,423 km/h), dunque il giro più veloce di sempre. Il precedente primato apparteneva a Hamilton (1’18’’887, nel 2020: 264,362 km/h), qualche giorno fa Lewis aveva chiesto all’intelligenza artificiale Perplexity, di cui è testimonial, quale fosse il giro più rapido mai realizzato a Monza.