Aun certo punto della sua vita, Marco Malvaldi ha rischiato di diventare un cuoco. “È successo dopo la laurea”, confessa davanti a una pizza, raccontando una sliding door della vita. Avremmo rischiato di non leggere i Delitti del BarLume e saggi e romanzi? Chissà. In fondo anche Haruki Murakami scriveva capolavori nei ritagli di tempo rubato alla gestione del suo jazz cafè giapponese.
(ph. Lido Vannucchi)
Per curiosità, Malvaldi: che cuoco sarebbe stato?
“Penso di quelli con il grembiule, in trattoria. Un oste, niente alta cucina, convivialità e confusione”.
Un BarLume 2.0?







