Sembra lo stesso film. Ma se contro l’Atalanta finisse come l’anno scorso nessuno avrebbe da ridire: tra protesta e campionato è una giornata per cuori forti. Quelli granata. C’è un Torino che lotta dentro e fuori dal campo, da una parte con la squadra di Baroni chiamata a scendere dalle montagne russe dopo un avvio di ombre (all’inizio) e luci (nell’ultima prova). E dall’altra con la sua gente che torna a scendere in piazza per protestare contro la gestione del patron Cairo: dalle ore 12 marcerà dal Filadelfia verso l’ex Comunale dove poco dopo è in programma la sfida a quella realtà che il Torino ha inseguito da tempo per provare a cambiare marcia. «È il presidente che deve cercare di capire cosa vogliono i tifosi e non viceversa», così Paolo Pulici, tornato a Torino per il dibattito della Fiom “C’era una volta il calcio”.
Una giornata di passione, e pressione, è il menù che viene riproposto da più di un anno, da quando la cessione di Bellanova ha aperto i rubinetti di un malcontento che covava da molto tempo. «Ho già ribadito in più occasioni quanto siano importanti i tifosi, giochiamo per loro, così penso solo alla squadra e alla sua crescita: stiamo lavorando per trovare un’identità forte, adesso voglio vedere atteggiamento giusto e ferocia agonistica», la posizione di Baroni, che però come il presidente granata scorge una via d’uscita: «Solo attraverso il miglioramento delle prestazioni e dei risultati possiamo far andare d’accordo tutti».









