In un’epoca in cui la trasformazione e la rigenerazione urbana è guidata da sostenibilità, dati e innovazione, la posizione delle città italiane nello scenario globale solleva più di una domanda. Lo Smart City Index 2025, pubblicato dallo Smart City Observatory dell’Imd - International Institute for Management Development, ha lanciato un messaggio inequivocabile: l’Italia è assente dalle posizioni di vertice della classifica mondiale delle smart cities. Su 146 città analizzate in tutto il mondo, nessuna metropoli italiana figura tra le prime cinquanta. Un dato che fa riflettere, soprattutto considerando che sette delle dieci città in cima alla graduatoria si trovano in Europa, tra cui Zurigo (1°), Oslo (2°) e Ginevra (3°) che compongono il podio. Mentre il nostro Paese, pur vantando un grande potenziale creativo e tecnologico, resta ai margini della trasformazione e della rigenerazione urbana globale.
Lo studio, basato su dati infrastrutturali e tecnologici raccolti dalle interviste fatte ai residenti locali, punta i riflettori sulle città che riescono a coniugare al meglio innovazione digitale, sostenibilità e qualità della vita. L’assenza dell’Italia nella classifica è ancora più evidente se confrontata con le brillanti performance di città del Medio Oriente come Dubai, che conquista la 4a posizione, e Abu Dhabi, che segue subito dopo al 5° posto. Questi risultati premiano una strategia urbana lungimirante, basata sulla costruzione e lo sviluppo di infrastrutture digitali all’avanguardia, tecniche e strategie di abbattimento dei principali inquinanti, servizi pubblici intelligenti, mobilità sostenibile e una governance integrata. Singapore, dal canto suo, si mantiene saldamente nella top 10, posizionandosi al 9° posto, e confermandosi la città più smart dell’Asia. Nel frattempo, le città nordamericane fanno i conti con una flessione significativa: per il secondo anno consecutivo, infatti, nessuna città statunitense è presente nella top 20. New York, pur essendo la più performante del continente, scivola al 49° posto, perdendo ben 15 posizioni rispetto all’anno scorso. Anche Washington DC (50°), San Francisco (61°), Los Angeles (66°) e Denver (72°) registrano dei cali significativi. L’Italia, purtroppo, non riesce a tenere il passo. Bologna scivola in 83a posizione, Milano si ferma al 97° posto, mentre la capitale Roma crolla addirittura al 139° posto.








