PADOVA - Tre anni di denunce e perizie. Tre anni di battaglia legale per rivendicare un tesoro fatto di ville, palazzi, bolidi d'epoca e quadri pregiati. Ora emerge un'importante novità sull'eredità della famiglia Sgaravatti: il fascicolo aperto dalla Procura di Padova vede iscritti i primi indagati. L'inchiesta è coperta da totale riservatezza ma di sicuro siamo davanti a una svolta.
È il nuovo capitolo di una vicenda che in città ha sempre suscitato grande interesse perché non parliamo di una famiglia qualunque. Gli Sgaravatti rappresentano un colosso del florovivaismo in grado di conquistare il mondo tra gli anni Cinquanta e Ottanta ornando le sedi ministeriali e creando giardini per tutti: per gli emiri, per i magnati russi e per Villa Certosa di Berlusconi in Sardegna. Nella casa di Prato della Valle arrivavano ogni anno i biglietti di auguri firmati da Giuseppe Saragat e Giulio Andreotti, giusto per rendere l'idea.
Quando la ricchezza famigliare diventa enorme, però, spesso ci si divide. La battaglia attuale è legata al ramo d’azienda di Alberto Sgaravatti, morto nel 2019 a 91 anni lasciando alla moglie Renata Cappellato l’intero patrimonio da 100 milioni. La vedova Sgaravatti se n’è andata poco dopo, nel 2020, a 75 anni. Non aveva figli e prima di morire ha scritto due testamenti a distanza di un anno. Quale fa fede? La battaglia legale si gioca qui. L’inchiesta è stata aperta nel novembre 2022: inizialmente senza indagati, ma ora emerge che i nomi iscritti sono più di uno.






