PADOVA - Una storia dolorosa, un'attesa impegnativa. Veder andare in fumo i risparmi di una vita, l'eredità lasciata da un genitore. Lottare per anni contro quelli che sembravano mulini a vento. E poi, il momento tanto atteso arriva.
La storia di Mario, padovano che chiede di non divulgare il cognome, inizia nel 1984. «Stavo aspettando che il Comune dove risiedo assegnasse un terreno Peep ma dato che c'erano poche adesioni, l'amministrazione posticipò di un anno. Volevo investire 48 milioni di lire e ho sentito parlare delle società del signor Luciano Sgarlata. L'allora ministro dell'Industria Altissimo aveva mandato gli ispettori e aveva trovato tutto in ordine, anzi, invitava a investire. Era più redditizio dei titoli di Stato, che all'epoca erano a doppia cifra, non come oggi, perciò mi sono fidato». Mario vincola i 48 milioni per un anno, sarebbe rientrato in tempo della somma necessaria a partecipare all'assegnazione del terreno. «E invece a giugno del 1985 arriva la bastonata - sospira -. Così è iniziato il nostro peregrinare. Ci siamo uniti in un'associazione, ci siamo appoggiati a due avvocati, abbiamo speso davvero tanti soldi. Mai fatto nulla».
Cause, carte, avvocati, tribunali, condanne. Ma niente risarcimento. Passano gli anni, si arriva al 2015. «Un giorno si presentano due giovani avvocati - racconta Mario - hanno lanciato la loro proposta. Ci siamo fidati di loro e abbiamo fatto bene». La causa parte, dopo qualche anno viene chiesto ai ricorrenti l'Iban. «Strano, questo è stato il mio primo pensiero», continua Mario. Arriviamo al 15 agosto 2025. Esattamente 40 anni dopo l'annuncio del crac. Mario riceve un messaggio su Whatsapp: "Stanno pagando, hanno iniziato davvero" è la risposta. Erano le 9 e 11 minuti. Mario entra nel conto e trova l'accredito di oltre 100mila euro. «È stata un'emozione» riferisce. Mentre parla si commuove. «Io sono rimasto orfano presto e in quei 48 milioni c'erano i soldi di mio papà - spiega -. La prima cosa a cui ho pensato? A papà. Ricordo di essermi alzato dal tavolo, ho fatto due passi da solo e ho detto "Papà, li ho portati a casa"».






