Di Timothy Brock la definizione migliore l’ha data Vogue: «Il guru musicale dei film muti». Sei parole in cui si concentra la parabola umana e artistica di quel bambino di Seattle che ieri s’innamorava del grande schermo nel buio della sala, e oggi è la più rispettata bacchetta al servizio del cinema degli esordi. Talmente autorevole da essere messo sotto contratto dai figli di Charlie Chaplin, per restaurare le partiture musicali del padre. Brock è a Torino, all’Auditorium di via Rossaro, per i primi due appuntamenti di Silent Sound e della nuova stagione dell’Orchestra Rai. Venerdì 19 alle 20,30 dirige le musiche per “Charlot emigrante” di Chaplin (1917), “Una settimana” di Buster Keaton (1920) e “Libertà” di Leo McCarey con Stanlio & Ollio (1929). Mercoledì 24 alla stessa ora è impegnato con la partitura del “Faust” di Murnau (1926). I biglietti vanno dai 15 ai 20 euro (più uno di prevendita) e sono acquistabili su bigliettionline.rai.it. «La cosa buffa – sorride Timothy – è che il “Faust” è stata la prima partitura musicale che ho composto, “Libertà” la più recente. È come un cerchio che si chiude all’interno della mia carriera».
Quando le è nata la passione per le musiche da film?









