«Mi puoi chiamare fra un’oretta? Sono alle prese con un marchingegno del motore diesel della mia Mercedes..».

Bobby Solo, 80 anni portati con una gagliardia unica, fa di tutto durante la giornata, persino il meccanico di precisione. Disturbiamo sempre volentieri questo magnifico ottuagenario perché ha una carica speciale, la stessa del 1964 quando una lacrima scendeva sul suo viso di 18enne timido («e un po’ imbranato», aggiunge lui). Roberto Satti, suo vero nome, dai banchi della seconda liceo classico era atterrato quell’anno sul palco del Festival di Sanremo e, visto che l’emozione non ha voce, la perse completamente: apriva bocca e non usciva nulla. Così fu costretto a esibirsi in playback e venne squalificato. Vinse Gigliola Cinquetti, ma Una lacrima sul viso vendette due milioni di copie: così nacque la leggenda di Bobby Solo che, al telefono, ci richiama attaccando Are you lonesome tonight, hit del suo idolo: Elvis Presley.

Come è andata questa estate da fresco 80enne? Lo ammetta, lei piace ancora.

«E perché dovrei essere un falso modesto? Ho fatto 36 serate con 4-5000 persone che mi ascoltavano e ballavano per tutte le due ore del concerto».

E quando attacca Una lacrima sul viso, il suo inevitabile marchio di fabbrica? Non si è stufato di cantarla?