Dal nome d’arte (arrivato per caso) ai pezzi scritti alle 3 di notte con Dalla e Morandi. La voce di Una lacrima sul viso racconta i suoi 80 anni in musica

Raffaele Panizza

Ottant’anni di vita, sessanta di carriera, trecentoventi domeniche d’agosto. E che caldo fa: "Sul meteo ho una teoria astrofisica, poi gliela spiego per benino", dice Bobby Solo, carichissimo, poco prima di un concerto in piazza della Libertà a Senigallia: "Ah, la libertà, nulla mi è più caro al mondo…", sospira. Da quando ha vinto Sanremo nel 1965 e la prima edizione del Festivalbar nel 1964, le estati le vive da girovago: "Sono come un bagnino, e grazie a Dio, vacanze non ne faccio" dice, sciorinando le date di questo nuovo tour travolgente, tra classici blues e meraviglie come Se piangi se ridi, Una granita al limone, Zingara, Una lacrima sul viso, Non c’è più niente da fare. "Un successo insperato: saranno gli ottant’anni, o Mara Venier che mi ha festeggiato in diretta oppure semplicemente l’affetto del pubblico, visto che tre mesi fa son collassato sul palco e quasi ci lasciavo le penne: l’ambulanziere, provandomi la saturazione, ha detto: “Signor Bobby, lei sta benissimo, ma deve magnà”. Non toccavo cibo da 36 ore".